lunedì 30 settembre 2013

Selezione di prime pagine di alcuni giornali italiani nei giorni del golpe di Pinochet

Selezione di prime pagine di alcuni giornali italiani nei giorni del golpe di Pinochet. 
Video a cura di Enrico Omodeo Salè, prodotto dal comitato "Novara Cile 11-09-73 11-09-13". Si ringrazia la Biblioteca Civica di Torino e l'istituto di studi storici Gaetano Salvemini. 
Musiche: Amerindios - Vamos Chile Victor Jara - Manifiesto IntiIllimani - Cancion del poder popular

mercoledì 25 settembre 2013

Lunedì ci vediamo alla Cascina Graziosa

Continuano le iniziative del Comitato “Novara-Cile 11 Settembre 1973-11 Settembre 2013” per i 40 anni del colpo di Stato in Cile operato dal generale Pinochet.
Lunedì 30 Settembre, alle ore 21 15, alla Cascina Graziosa di Casalino, in collaborazione con il Cineforum Nord e con l’Associazione Ricreativa Culturale di Novara, avverrà la proiezione del film-documentario SALVADOR ALLENDE (2004 – Cile, Belgio, Germania, Messico).
La regia del film è di Patricio GUZMAN
Interpreti: Salvador Allende, Fidel Castro, Henry Kissinger, Richard Nixon, Augusto Pinochet.

Per recarsi alla Cascina Graziosa prendere la Novara-Vercelli. Dopo un chilometro, circa, sulla sinistra c’è un cartello stradale con la scritta: CASCINA GRAZIOSA

lunedì 23 settembre 2013

Il manifesto dell'ARCI

rielaborazione grafica del manifesto per il concerto all'Arena di Verona del '75, fatta dall'Arci nazionale per la commemorazione. 

venerdì 20 settembre 2013

Aria di Golpe, uno spettacolo particolare di Dario Fo e Franca Rame

Regia: Armando Ceste
Casa di produzione: Index, Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, A.C. Cinema & Video
Anno: 1994
Abstract: 1973. Il 27 ottobre, al Palazzetto dello Sport di Torino, Dario Fo e Franca Rame, con la compagnia teatrale La Comune, rappresentarono, in prima assoluta, lo spettacolo: "Guerra di popolo in Cile". 
Una produzione militante, messa in scena in pochi giorni, per sottolineare l'urgenza di un impegno di forte testimonianza politica, contro il colpo di stato realizzato poche settimane prima (11 settembre) dai militari in Cile contro il legittimo governo Allende.
Lo spettacolo intendeva anche richiamare l'attenzione su analoghi pericoli che potevano presentarsi in Italia.
E' in questa atmosfera che Dario Fo e Franca Rame andarono in scena quella sera del 27 ottobre del 1973, coinvolgendo i diecimila spettatori presenti al Palazzetto dello Sport di Torino, in uno straordinario e indimenticabile "coup de theatre" finale.
Dario Fo e Franca Rame, con tutta la compagnia, finsero, all'insaputa di tutti, un intervento repressivo, di tipo "cileno", da parte della polizia. Tra le urla e i fischi di un pubblico che non si era accorto dell'inganno, si svolgeva un'altra rappresentazione, ammonitrice di un pericolo incombente forse anche in Italia.
Il materiale sul golpe in Cile è conservato presso l'Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico.
Lo spettacolo è "Guerra di popolo in Cile" del collettivo teatrale La Comune con: Dario Fo, Franca Rame, Piero Sciotto, Cicciu Busacca, Carpo Lanzi.
La canzone "Hanno fucilato una chitarra" è di Dario Fo.
Le riprese del 1973, al Palazzetto dello Sport di Torino, sono state effettuate da Armando Ceste per il Collettivo Cinema Militante di Torino, con una videocamera portatile Shibaden da 1/2"

lunedì 16 settembre 2013

Le ragioni della nazionalizzazione (estratto dall'atto con cui Salvador Allende nazionalizza le miniere di rame)

«Nel corso del suo sviluppo storico, la nostra nazione ha faticosamente conquistato il diritto di disporre di se stessa e di esser padrona delle sue risorse naturali. Questo diritto, oggi universalmente riconosciuto, il Cile lo esercita nel nazionalizzare le grandi imprese minerarie del rame e la Compagnia Mineraria Andina. E lo fa in termini socialmente giustificati, teoricamente fondati e scrupolosamente applicati. 
Le relazioni economiche internazionali che ha finora subito il nostro popolo si basano su una struttura costituzionalmente ingiusta, che impone ai paesi dipendenti decisioni adottate unilateralmente dai paesi egemoni. Questa unilateralità, violando perfino degli impegni pubblicamente contratti, ha gravemente pregiudicato gli interessi economici dell’America Latina e del Cile in particolare. L’uguaglianza formale, che il diritto e la coscienza universali riconoscono a tutti gli Stati, viene ad essere intrinsecamente limitata, quando non addirittura beffata, dall’uso che alcuni Stati fanno del proprio potere, per sottomettere di fatto altri Stati. Non è possibile parlare propriamente di libertà e dignità nelle relazioni fra i popoli, quando i loro mezzi di produzione fondamentali, le risorse vitali per la loro sopravvivenza, sono stati carpiti o assoggettati da un piccolo gruppo di grandi imprese che perseguono il proprio lucro a spese del sottosviluppo e dell’arretratezza delle masse dei paesi in cui si sono stabilite. [...]
Se è naturale che ogni paese decida liberamente per quanto concerne le attività che determinano il suo destino di popolo, è ancora più legittimo, se possibile, che quelle economie condannate dalla divisione internazionale del lavoro a una struttura di monoesportazione [esportazione di un solo prodotto, in questo caso il rame, n.d.r.], cessino di vedere la loro ricchezza fondamentale alienata [ceduta, n.d.r.] a favore del lucro smisurato di imprese straniere. Con un atto di piena sovranità nazionale, il Cile ha deciso di recuperare per sé la proprietà delle fonti di produzione più decisive per il suo presente e il suo futuro, da cui dipende la sorte della battaglia che esso sostiene per sottrarre la grande maggioranza del suo popolo alla miseria materiale, allo sfruttamento umano interno e alla subordinazione allo straniero...».

M. CARMAGNANI, L’America Latina dal 1880 ai nostri giorni, Sansoni, Firenze 1973

domenica 15 settembre 2013

C’E’ QUALCUNA, QUALCUNO che ha voglia di rimettere in gioco i suoi pregiudizi…?

Pinochet nel 1988 indisse un referendum per ottenere da un voto popolare la riconferma della sua Presidenza conquistata con il Golpe del 1973.
Pablo Larrain ne “I giorni dell’arcobaleno” che abbiamo proiettato mercoledì 11 all’Araldo (pieno) ci ha raccontato la storia della campagna elettorale referendaria dove si incontrarono/scontrarono tre tesi.
Quella di coloro che alla vittoria anteponevano l’esigenza di una campagna accentrata sui valori antagonisti alla dittatura
Quella di coloro che per la vittoria puntavano alla celebrazione del generale golpista
Quella del giovane pubblicitario che legava la vittoria ad un messaggio gioioso, positivo, di allegria con il quale sconfisse clamorosamente il “gruppo di potere” militare economico su cui poggiava la dittatura.
Una storia di estrema attualità che ancora una volta lega le vicende cilene a quelle italiane.
C’è qualcuna, qualcuno che - anche senza aver visto il film – ha voglia di discutere dei “fondamentali” della democrazia.?
Se sì, venga
GIOVEDI’ 19 ALLE ORE 21 AL CENTRO SERVIZI VOLONTARIATO (Via Monte Ariolo 12 – la prima a sinistra dopo la Chiesa del Monserrato – venendo da piazza Cavour) ed insieme parliamo:

DELLE FORME E DEI CONTENUTI PER LA CONQUISTA DEL CONSENSO POPOLARE ALLE ELEZIONI

Proviamo ad uscire dai discorsi ripetitivi e bugiardi di cui sono pieni i media.

venerdì 13 settembre 2013

I Faith No More: Señor Pinochet, ti odio


«Señor Pinochet it's gonna hate you!!"», così i Faith No More, uno dei gruppi più importanti della scena alternative metal statunitense modificano "Ricochet", una loro popolarissima canzone, in occasione del primo tour cileno del nuovo millennio.